ARTE FIERA OFF
MEDIA.07
Artist’s voice

inaugurazione
venerdì 26 gennaio ’07 ore 21.30
dal 27 gennaio 2007 al 3 marzo 2007
Villa Serena

Venerdì 26 gennio ’07 alle ore 21.30, nell’ambito dell’iniziativa Media.07, promossa da boart, Villa Serena, ospiterà nei propri spazi “Artist’s voice”, doppia personale di Silvio Giordano ed Eleonora Chiesa, dal gruppo di Artisti parte dell' Orfeo Hotel contemporary art project.


Silvio Giordano presenta in questa esposizione attraverso immagine e video Alchimia della specie. La sua ricerca artistica in continua evoluzione si sviluppa nell’ambito dell’arte visiva (video, fotografia, illustrazione, performance).Alchimia della specie è un’esplorazione onirica sulle infinte colorazioni della materia vivente e sulle possibili bio-diversità che convivono nello stesso misterioso habitat. Esseri multiformi con identità complesse e condizioni esistenziali critiche popolano questo mondo, immersi in un immaginario grottesco, digitale e fantasmagorico, fatto di case disabitate, animali mutanti e piante deformi fuse con il corpo umano e con luoghi meravigliosi della mente.

“Artist’s voice”
dal 27 gennaio ’07 al 3 marzo ‘07
venerdì e sabato dalle 21.00 alle 24.00
o su appuntamento
Villa Serena Via della Barca 1 Bologna 051-6156789

Alchimia della Specie
Di Silvio Giordano


Alchimia della specie è un’esplorazione onirica sulle infinte colorazioni della materia vivente e sulle possibili bio-diversità che convivono nello stesso misterioso habitat. Esseri multiformi con identità complesse e condizioni esistenziali critiche popolano questo mondo, immersi in un immaginario grottesco, digitale e fantasmagorico, fatto di case disabitate, animali mutanti e piante deformi fuse con il corpo umano e con luoghi meravigliosi della mente. In “Other Stories I”, la relazione tra corpo umano e architettura gotica plasma paesaggi antropomorfici dove la caducità anatomica e mentale dell’uomo è raffigurata da un esoscheletro fatto di case misteriosamente rifiutate e rovinate dal tempo. L’incrocio assoluto tra entità organiche divergenti è rappresentato soprattutto in “Clorophilla” e in “Sereno Mutante”.
Nel paesaggio spopolato il ciclo della vita sembra perpetrarsi immutato. Un albero antropomorfico, forse ignaro della propria ibridità, ribadisce con forza l’ordine naturale delle cose tuffandosi verso la luce dei primi albori dorati, sua fonte di nutrimento. Ma la natura corrotta che lo caratterizza nasconde una funesta verità: la negazione stessa della vita. La mutazione genetica di cui è portatore non è frutto di una tragica fatalità, ma il prodotto di un meccanismo mortale il cui unico artefice è l’uomo. L’atmosfera terrestre contaminata e i raggi ultravioletti lo hanno generato e le radiazioni elettromagnetiche lo hanno nutrito; il suo corpo post-umano emette sostanze inquinanti che poi diventano per lui cibo. La sua linfa radioattiva brama avidamente l’alba, l’alba della non-vita che sovverte l’ordine naturale e si fa paradosso: la sua luce cancerogena diventa salutare, la morte diventa vita, e l’uomo si impone come unico Dio creatore.
L’ipotesi di nuovi organismi, oltre a generare estetiche entusiasmanti, mette in luce questioni emblematiche legate alla nostra esistenza, ai nostri dubbi e alle nostre percezioni del futuro. Ne “Il Mistero dell’Augure” le paure diventano domande introspettive che una figura bianca, alata e priva di volto si pone mentre scruta in totale solitudine un cielo senza tempo, tetro, fatto di cumulonembi. L’Augure è un profeta, un indovino che legge il futuro degli uomini attraverso il moto degli uccelli, è un essere zoomorfo in attesa di una risposta da parte delle sue stesse ali multiformi. Sul suo petto vi sono delle mani che esprimono il volo e la protezione del proprio intimo dal terrore di un avvenimento oscuro che incombe dal cielo.
Le previsioni catastrofiche dovute all’idea di morte, la diversità dell’Io, incominciano a farsi sopravvivenza psichica o pura malattia creativa in “Connor il Voltafaccia”. Le possibilità ambigue e ironiche di trasformazione del corpo sono quotidiane e comuni, non appartengono più esclusivamente ad esseri mutanti; per questo Connor è figlio del suo tempo. Il Voltafaccia si è scavato una fossa nel torpido silenzio in cui si è confinato; precipitato nelle profondità del cuor di tenebra, si consuma nell’ossessiva esibizione trans-formista di sé, quasi fosse posseduto dalla sua lacerante missione: ‘piacervi’. Connor e i suoi adulatori diventano entrambi schiavi di un meccanismo perverso in cui vittima e carnefice si confondono. Da una parte Connor cibandosi di lusinghe esaurisce man mano la sua umanità trasformando la sua pelle instabile in Acqua organica, paglia animale, cicatrici rocciose da cui fuoriescono sangue d’argento e polvere di diamanti; dall’altra, gli stolti cibandosi di ipocrisia perdono la propria capacità di discernimento. La fantasia ardente e il trans-formismo di Connor non hanno limiti: arriverà a plasmare la propria forma estetica in escrementi gialli e cadaveri colorati se solo lo lusingherete. Ma dietro l’apparenza ingannevole Connor nasconde un piano diabolico: quando la morte verrà a trovarlo, il suo corpo collasserà nel buio della fossa congegnata per sottrarsi alla vostra vista… perché?

Silvio Giordano /2007
Orfeo Hotel Contemporary Art Project
Traduzione a cura di Marcella D’Amico

The Alchemy of the Species
By Silvio Giordano


The Alchemy of the Species is an oneiric exploration on the countless colourations of living substance and any eventual bio-diversity which share the same mysterious habitat. Multiform beings with complex identities and critical existential living conditions inhabit this world, all of them plunged into a grotesque digital and phantasmagoric imaginary sphere made up with empty houses, mutant animals, and deformed plants co-mingled with the human body and wonderful mental landscapes. In “Other Stories I” the relationship between the human body and Gothic architecture shapes anthropomorphous landscapes where man’s anatomic and mental frailty is represented by an exoskeleton made of mysteriously abandoned and time-damaged houses. The real cross between opposite organic entities is mostly represented in “Clorophilla” and “Mutant Calm”.
In this uninhabited landscape the cycle of life seems to perpetrate itself unchangingly. An anthropomorphous tree, possibly unaware of its own hibridity, strongly confirms the natural order of things by plunging towards the first golden light of day, its source of nourishment. But its altered nature hides a deadly truth – the negation of life itself. The genetic mutation it carries is not the result of a tragic destiny, but of a fatal mechanism the cause of which is man. It was born from the earth-contaminated atmosphere and ultraviolet rays and has been fed on electromagnetic radiations. Its post-human body discharges polluting substances which become food for the tree itself. Its radio-active lymph longs avidly for dawn, the dawn of the non-life which subverts the natural order of things and becomes a paradox – its carcinogenic light becomes healthy, death becomes life and man imposes himself as the only God Creator.
In addition to exciting aesthetics, the hypothesis of new living organisms stresses emblematic matters as far as our life, doubts and perception of the future are concerned. In “The Mystery of the Augur” fears become introspective questions which a white faceless winged figure asks himself while searching in the dismal timeless sky made of cumulo-nimbi in complete loneliness. The Augur is a prophet, a soothsayer who reads man’s future through the flight of the birds; he is a zoomorphous being who is waiting for an answer from his own multiformed wings. There are some hands on his breast which express the flight itself and the protection of his own heart against the fear of a woeful event coming from heaven.
The catastrophic foresights due to the idea of death and the diversity of ‘Self’ start to become a psychic survival or a real creative disease in “Connor the Volte-face”. All the ironic and ambiguous possibilities of transforming the body are now common and happen daily, they are no more mutant beings’ properties and this is because Connor is a man of this age.
Connor is his own worst enemy in the sluggish silence where he has isolated himself. Since he has sunk into the depths of the heart of darkness he goes on consuming himself in his obsessive trans-formist exhibition and seems to be possessed by his own lacerating mission – ‘he wants you to like him’. Connor and his flatterers become slaves to a perverse mechanism where the victim is confused with the torturer. On the one hand, the more Connor feeds on flatteries the more he runs out of his humanity by trans-forming his changing skin into organic Water, animal straw and craggy scars from which silver blood and diamond dust come forth. On the other hand, the more fools feed on hypocrisy the more they lose their capacity for discernment. Connor’s flaming imagination and trans-formism have no limits. He will even mould his own aesthetic shape into yellow excrement and coloured corpses if only you flatter him.
But Connor hides a fiendish plan behind deceptive appearances. When death comes to see him, his body will collapse into the darkness of the hollow he has devised to escape your sight….why?

Silvio Giordano /2007
Orfeo Hotel contemporary art project
Translated by Marcella D’Amico

www.orfeohotel.com
www.bo-art.it
www.artefiera.bolognafiere.it

Silviogiordano@gmail.com
Tel. 0039 320 0825503
Skipe: iena_pliskin